Il salto di qualità di Daria
Una bella occasione per la veronese Toffali, nome
d'arte Tempo Rei: stasera a Roma aprirà il concerto
che Natalie Cole terrà al Foro Italico.
Sta
decisamente accelerando il passo la carriera di Daria
Toffali, cantante veronese che da quando, ormai un
po' di anni fa, ha deciso di consacrarsi alla musica
brasiliana, ha assunto il nome d'arte di Tempo Rei
("Tempo sovrano", da una canzone di Gilberto
Gil). Questa sera, accompagnata dalla chitarra classica
di Luca Boscagin e dalla fisarmonica di Titti Castrini,
Daria avrà a disposizione circa tre quarti
d'ora, al Foro Italico a Roma, per 'aprire' il concerto
di Natalie Cole, la figlia del grande Nat King Cole.
In scaletta 11 brani da Jobim, Chico Buarque, Paulinho
Da Viola, Joao Bosco, Caetano Veloso (che la Toffali
ha incontrato personalmente), Gilberto Gil e un brano
originale scritto insieme a Giorgio Vidali.
Da una parte, dunque, un'antologia della grande canzone
d'autore brasiliana degli ultimi 40 anni. Pra viver
feliz , il pezzo originale di cui sopra, è
invece l'emblema del nuovo corso di Daria, avviato
dopo l'incontro con la 1st Pop. Pollini che ha convinto
la cantante scaligera a "vestire" la sua
musica in chiave house/underground. Così, prima
una ripresa da Gilberto Gil, Toda menina baiana ,
è stata acquistata dalla Reverb, casa discografica
inglese che l' ha inserita in una compilation della
George V Records, esportata in tutto il mondo. Dopodiché
la 1st Groove, divisione dance della 1st Pop, ha presentato
appunto Pra viver feliz all'ultima Winter music conference
di Miami, importante fiera della musica da ballare.
Il brano è balzato al numero uno della Hype
chart, ovvero la classifica di gradimento dei più
acclamati dj europei, pubblicata su un mensile, Dj
magazine . A questo punto, la canzone è stata
acquistata dalla Warner Italia, che l'ha pubblicata
sul mercato italiano alla fine di giugno. E stasera
la grande occasione di eseguirla davanti al pubblico
del Foro Italico.
Domenica
13 Luglio 2003 - Giornale "L'Arena" (di
Beppe Montresor)
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Daria
la brasiliana
La cantante confessa: "Il mio sogno? Riuscire
a combinare qualcosa di buono ed esportarlo proprio
lì"
La
Toffali e i ritmi tropicali "fatti in casa"
Non
occorre più volare dall'altra parte dell'oceano
per immergersi nel ritmo brasiliano da quando a Verona
è nata Daria Toffali. Il genere che le si addice
in assoluto è appunto il filone della musica
brasiliana dove con i suoi ultimi tre album, "Bossa
Nova", "Musica Popular Brasileira"
e "Instinto Tropical" (pubblicati da Azzurra
Music) ha venduto oltre 30 mila copie.
La passione per questa terra lontana e per un ritmo
così particolare ha portato Daria a possedere
il portoghese come madrelingua e la sprona tuttora
a realizzare i progetti di collaborazione che da tempo
conserva nel cassetto.
Ha iniziato a cantare nei gruppi pop-rock mentre seguiva
corsi di canto moderno alla scuola civica Maderna
e al Csm di Verona. Dopo il diploma in teoria e solfeggio
al conservatorio di Verona ha proseguito le specializzazioni
indirizzandosi verso il jazz e la musica brasiliana,
al Centro Professione Musica di Milano, e di canto
lirico con insegnanti del conservatorio di Bologna.
Nel suo curriculum ci sono però anche i corsi
con Alan Farrington e seminari di canto jazz con Mark
Murphy e Rachel Gould oltre a quello di "ricerca
di espressione vocale" con l'artista americano
Johnathan Hart.
Un percorso di studio che le ha occupato quasi dieci
anni durante i quali ha maturato una capacità
incredibile di "suonare le corde vocali"
a suo completo piacimento.
Trovi sia difficile emergere con il tuo genere
musicale?
"Indubbiamente è molto dura e non solo
per il tipo di musica che suono. Una donna musicista
deve faticare il doppio per farsi apprezzare. L'ambiente
della musica è comunque un mondo prevalentemente
maschile e, di fatto, una donna per ritagliarsi spazio
e ottenere rispetto e stima deve essere ancora più
motivata e preparata altrimenti ti trattano da?cantante!".
Come è nato questo tuo amore per la musica
brasiliana?
"Nel '92 ho conosciuto dei musicisti appassionati
di musica brasiliana, che mi hanno fatto scoprire
che non esiste solo la "bossanova", con
i quali ho dato vita al gruppo Asa Branca dove ho
cantato fino al '98. L'incontro con Caetano Veloso,
fondatore del movimento tropicalista, è stato
poi decisivo. Da anni ascoltavo la sua musica, con
lui vi era un collegamento spirituale fortissimo,
nei miei sogni e nel mio modo di ascoltare la sua
musica, anche molto tempo prima di conoscerlo. Chiaramente
l'incontro personale mi ha segnato molto e mi ha dato
molti imput, soprattutto nella composizione di nuove
canzoni. Credo che sia una passione che mi porto dietro
da una vita precedente! Il sound brasiliano mi coinvolge
come nessun altro tipo di musica?me lo sento dentro".
E il pubblico come risponde?
"La gente risponde bene, ci segue, vendiamo abbastanza
e ci cercano persone da tutta Italia. Certo non è
facile vivere solo di questo e perciò mi dedico
anche a progetti più commerciali. Ma è
divertente e non esiste solo la musica colta, bisogna
conoscere tutto! Ma è bello avere un progetto
e cercare di realizzarlo. Mio marito Cesare ( il batterista
Cesare Valbusa, ndr ) mi sprona a seguire i miei sogni
e finché non ci saranno dei veri segnali negativi
non rinuncerò a cercare di realizzarli".
E qual è il tuo sogno più ricorrente?
"Riuscire a combinare qualcosa di buono qui per
poi esportarlo in Brasile. Mi piacerebbe collaborare
con artisti brasiliani perché un musicista
in Brasile è molto considerato, soprattutto
se è italiano!".
Giovedì
26 Settembre 2002 - Giornale "L'Arena":
Note al femminile (di Giorgia Cozzolino)
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La
grande canzone brasiliana raccontata e suonata
Concerto-lezione:
protagonista la veronese Daria Toffali, una specialista
di rilievo ormai nazionale
Tre
generazioni: gli anni '30 di Barroso, i maestri, i
tropicalisti
"Cenni
storici della musica brasiliana": un concerto-lezione,
in cui la protagonista, la brava e specializzatissima
Daria Toffali, alias Tempo Rei, oltre ad eseguirne
il repertorio, illustrerà in termini cronologici
autori e correnti poetiche della canzone brasiliana.
Si partirà quindi dalla bossanova, da "Chega
de saudade" e dal trio Vinicius de Moraes-Jobim-Joao
Gilberto; uno sguardo indietro agli anni '30 di Ary
Barroso per arrivare ai "brasiliani in Italia",
alle collaborazioni di Vinicius e Toquinho con Ornella
Vanoni, alle traduzioni di Sergio Bardotti, a Chico
Buarque; e ancora al Tropicalismo e ai suoi eroi,
da Caetano Veloso a Gilberto Gil (fresco vincitore
del Premio Tenco), da Gal Costa a Maria Betanhia.
Daria Toffali è impegnata ormai da alcuni anni
in un lavoro di studio e ricerca (anche sul campo)
sulla musica brasiliana, tanto che è stata
invitata a partecipare alla trasmissione di Radio
Rai 1 "Brazil", condotta da Max De Tomassi.
Ma naturalmente è soprattutto in veste di interprete
che Daria si è fatta apprezzare: tre album
incisi, intitolati "Bossa Nova", "Musica
Popular Brasileira" e "Instinto Tropical";
c'è una bella rappresentanza della miglior
canzone d'autore brasiliana, in questo trittico: Marisa
Monte, Carlinhos Brown, Gil, Veloso, Buarque, Jobim,
Joao Bosco, Djavan, Milton Nascimento, Vinicius, Baden
Powell, Barroso. Ma in "Instinto Tropical",
ci sono anche composizioni originali di Daria, quasi
a sottolineare un amore senza soluzione di continuità
verso questi grandi autori...
Giovedì
31 ottobre 2002 - Giornale "L'Arena" (di
Beppe Montresor)
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Ottima
performance del 31 ottobre 2002. Il salto di qualità
di Daria Toffali, è ormai padrona della musica
brasiliana.
Lei
stessa dice di non sapersi ancora spiegare bene il
motivo di questo "Instinto Tropical" che
l'ha portata, da un po' di anni a questa parte, ad
una totale immersione nella canzone brasiliana; ma
sottolinea come sia stato decisivo, a motivarla in
termini definitivi, a farle superare ogni possibile
dubbio, l'incontro con un musicista di Salvador de
Bahia, che poi l'ha invitata per un lungo soggiorno
nel Nordeste. E in effetti Daria Toffali, in concerto
l'altra sera, ha davvero cambiato marcia: oggi è
un'artista completa, che padroneggia a fondo, nelle
sue varie sfaccettature, un ampio materiale, e lo
sa trasmettere, con equilibrata passione, anche a
chi magari vi si accosta da 'profano'. Anche il suo
robusto retroterra jazz (e i suoi anni di studio in
tal senso) s'innesta con cognizione di causa nell'universo
brasiliano, ed emerge nei giusti termini... La Toffali
impressiona per la naturalezza vellutata del suo canto,
capace di passare con disinvoltura da un registro
all'altro, efficace nei momenti più raccolti
ed intimisti come nei brani più ritmati e arrembanti,
un vero tour de force vocale che ha entusiasmato il
pubblico. In questa fascinosa antologia della canzone
brasiliana dagli anni '30 ad oggi, che Daria ha saputo
anche introdurre con misurata semplicità canzone
per canzone, la cantante si giova di affidabilissimi
compagni di viaggio: Luca Boscagin si conferma chitarrista
dotato di fantasiosa sensibilità, trovandosi
lo spazio per spunti solistici mai esagerati; e la
ritmica formata dal 'veterano' Cesare Valbusa e dal
'neo-acquisto' Beppe Gasparini (rispettivamente batteria
e basso) dà a sua volta un decisivo contributo,
tenendo lontano ogni rischio di caduta nel blando
e nell'eccessivamente morbido... In mezzo a sì
bella compagnia di autori (Veloso, Gil, Jobim, Chico
Buarque, Joao Bosco...), non sfigura affatto "Instinto
Tropical", originale di Daria con musica e arrangiamento
di Oscar Del Barba: melodia molto scorrevole, un'esecuzione
delicata e cullante della cantante veronese, a testimonianza
dell'avvenuta metabolizzazione dell'universo espressivo
brasiliano.
Domenica 3 Novembre 2002 - Giornale "L'Arena"
(di Beppe Montresor)
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"...
anche da noi c'è ora chi fa suo questo repertorio,
lo canta, lo suona, lo incide, lo porta in concerto.
Pure molto bene, come Daria Toffali e il suo gruppo
Tempo Rei, che nell'anno 2000 dedicano due cd al Brasile
bianco e a quello nero, alla "vecchia" bossanova
come all'afrosamba e al movimento tropicalista. Tutt'ora,
comunque, ci vuole parecchio coraggio, e quindi molta
passione, a proporre questa musica che resta per lo
più "di nicchia". Perchè il
ritmo di questa musica è agli antipodi del
"tu-tùm tu-tùm" occidentale,
del battere reiterato e quadrato del rock o della
dance. Qui siamo nel regno raffinato del levare, della
sospensione, della sincope esasperata, degli slittamenti
e delle sfasature, di una poliritmia libera e mobile.
Soluzioni tecniche che si risolvono in aliti di incompiutezza
e di sensualità, di sorpresa e di indolenza,
di euforia e di saudade. Senza mai enfasi, col sorriso
sulle labbra e anzi con una malinconia sempre latente.
Musica del silenzio più che del suono. In una
società come la nostra non è poco."
Note
di copertina - Enrico de Angelis, quotidiano "L'Arena"
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"...
a sorpresa, una breve esibizione dei Tempo Rei, reduci
dal successo dei cd Bossa Nova e Musica Popular Brasileira.
La cantante Daria Toffali conferma le sue doti di
gradevolezza vocale, d'intonazione "miracolosa"
e di perfetta simbiosi con il portoghese, ma è
tutta la band che si esprime a livelli veramente ottimi."
Roberto
Cerruti - giornalista del quotidiano "L'Arena"
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Dove
nasce questo inusitato feeling con bossanova, samba
e via dicendo?
La mia passione per la canzone brasiliana è
nata nel 1992. Allora cantavo per lo più jazz,
e un musicista veronese, Stefano Benini, mi fece ascoltare
un disco in cui Ella Fitzgerald interpretava il grande
Jobim. Amore immediato, fondai così un gruppo
che si chiamava Asa Branca, facevamo soprattutto bossa
nova. Poi, approfondendo sempre più il feeling,
ho sentito il bisogno di dar vita nel 1999 ad un nuovo
gruppo, ed ecco i "Tempo Rei" ("tempo
sovrano", il nome è preso da una canzone
di Gilberto Gil)
Nelle
note di copertina ai suoi dischi, Enrico de Angelis
scrive che la canzone brasiliana è rimasta
sostanzialmente un fenomeno "di nicchia".
A quale pubblico si rivolgono i cd dei Tempo Rei?
Sono d'accordo che la musica brasiliana va un po'
cercata, ma la mia esperienza dice che piace a chiunque
l'ascolta. Ai concerti mi accorgo che molte persone
"canticchiano" i brani di Jobim, di Vinicius,
di Baden Powell. Sono canzoni che ti entrano nella
testa senza bisogno di particolari mediazioni culturali.
Dunque i nostri cd si rivolgono a qualsiasi tipologia
di pubblico.
Intervista
con Beppe Montresor - giornalista del quotidiano "L'Arena"
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"Faceva
uno strano effetto, la solarità latina della
musica brasiliana dei bravi Tempo Rei... Hanno confermato
dal vivo, la bontà della loro consistente operazione,
dimostrando di aver acquisito una solida padronanza
di un materiale scelto con accuratezza e di per sè
molto bello..."
"Riuscito
viaggio negli ultimi trent'anni di musica brasiliana"
di Beppe Montresor (giornalista del quotidiano "L'Arena")
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